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Iscrizione sacra bilingue sul muro meridionale dell’altare nella Chiesa della Natività.

Newsletter di Yisca Harani, traduzione dall'ebraico di Rebecca Galante, 22/11/2020


mosaici medievali di angeli nella chiesa della natività 
foto: P. Andrea Fritsch


Lo storico (o archeologo) si riempie di gioia quando scopre una iscrizione originale con la data e i nomi dei fondatori, restauratori e artisti di un qualsiasi sito. L’iscrizione ritrovata nell’apside della Chiesa della Natività è una occasione per festeggiare. Nell’iscrizione bilingue,latino e greco, è riportata la data del progetto per la decorazione della Chiesa nel periodo crociato: 1168 d.C. (6673 nel calendario bizantino).

Oltre a questo sono riportati i governanti che si sono prodigati per decorare la chiesa:

1. L'imperatore bizantino di Costantinopoli – Manuele I Comneno

2. Il re crociato del regno di Gerusalemme – Amalrico I

("Amalricus" in latino) figlio di Baldovino e Melisenda.

Inoltre vengono citati:

3. Il vescovo latino di Gerusalemme – Rodolfo di Merencourt

("anche Raoul,Ralph o Radulphus).

4. L'artista del mosaico con il nome aramaico (siriano) - Ephram / Ephraim.



Tutto questo in una sola iscrizione! Nonostante sia un po’ difficoltoso avvicinarsi all’apside per osservarla, oggi ci si riesce con più facilità: oltre ad essere stata ripulita, hanno rimosso un filo elettrico che nascondeva tutta l’ultima riga.

Qualche cenno sui personaggi:


1. Manuele I Comneno.

Un nome lungo direi... almeno “Manuele” riuscite a pronunciarlo facilmente vista la sua radice ebraica Emanuel!

Comneno - Congnome di una nobile famiglia bizantina, dalla quale discende una dinastia di imperatori nel tardo medioevo.

"Porfirogenito" significa "nato nella porpora", in altre parole: un sovrano che non ha assunto il titolo di imperatore, ma lo ha ereditato per legge, essendo nato nel palazzo imperiale, rivestito di pietra di porfido rosso. Manuele I Comneno fu l'imperatore bizantino fino al 1180.


2. Amalrico,figlio di Baldovino e Melisenda.

Amalrico, che regnò dal 1162 al 1174, è considerato dagli storici l'ultimo re potente del Regno crociato di Gerusalemme.


3. Rodolfo (Ralph)

Rodolfo di spicco del regno Latino di Gerusalemme. Ha unito (cosa non molto rara) la carriera ecclesiastica ad una posizione di primaria importanza nell’amministrazione del regno. Era il cancelliere (segretario del regno) della regina Melisenda e di suo figlio il re Baldovino III. Rodolfo fu nominato vescovo di Betlemme nel 1156, una nomina che le malelingue attribuirono al favoritismo accordatogli da Papa Adriano IV che era inglese come lui. Rodolfo continuò ad amministrare il regno mentre era vescovo di Betlemme, fino alla sua morte nel 1174. Guglielmo di Tiro, che gli succedette come Cancelliere del Regno di Gerusalemme, lo descrisse come "un bell'inglese, un uomo colto ma anche abbastanza terreno". (Ringrazio la Prof.ssa Iris Shagrir, che su mia richiesta ha sintetizzato il carattere di Rodolfo).



A questo punto vediamo in quali circostanze si sviluppa la collaborazione di un imperatore bizantino con un re crociato cattolico:


Manuele, imperatore bizantino, eredita il potere nel 1143, stesso anno in cui Baldovino III diventa re di Gerusalemme (sotto sua madre, la regina Melisenda). Nel 1162 suo fratello, Amalrico, sale al potere ottenendo il Regno di Gerusalemme. Nel 1144 Rodolfo, all’epoca vescovo di Gerusalemme, viene nominato rappresentante del Regno latino di Gerusalemme.

In contemporanea, nel 1154, Nur a-Din conquista Damasco, che era in passato parte di un accordo di pace con Gerusalemme. Ai governanti cristiani viene chiesto di collaborare e tali legami vengono sugellati attraverso matrimoni con le principesse bizantine, nipoti di Manuele I Comneno.

Così il re cattolico Amalrico si sposò nel 1167 con Maria Comnena, nipote dell'imperatore ortodosso. Anche suo fratello maggiore, Baldovino III, che regnò prima di lui, era sposato con una principessa bizantina e va lodato per l’iniziativa circa il progetto di decorazione della Chiesa della Natività. Non c'è da stupirsi se in questa straordinaria iniziativa di decorazione delle chiese, ci siano stili che mischino Oriente ed Occidente, cosi come una iscrizione in due lingue: greca e latina.

Quella che noi vediamo, la parte della iscrizione sopravvissuta nella sua interezza, è in greco, ma alla sua sinistra ci sono i resti dell'iscrizione latina! Come si restaura, dunque, l'intera iscrizione latina? – Con le descrizioni di visitatori e pellegrini passati qui nei secoli precedenti. Francesco Quaresmio, ad esempio, vide l'iscrizione e la trascrisse nel 1636. Tutto ciò che appare nell'iscrizione latina tra parentesi quadre e’il completamento delle frasi realizzato sulla base della trascrizione di Quaresmio.





traduzione dal latino (basato sulla ricostruzione)


Le firme di Basilio il Pittore



A sinistra della veste e vicino ai piedi di uno degli angeli nella parete nord, troverete una breve iscrizione che riporta il nome dell’artista che ha realizzato il mosaico:

Basilius pictor = Basilio il pittore.

Sul lato destro della veste compare ancora una volta il suo nome accompagnato suo status ecclesiastico: diacono. Ma la scritta qui è in aramaico / siriano! Questo ci dice che trattasi di un artista locale che si unisce a questo progetto internazionale. Insieme al nome di 'Efraim', nella iscrizione bilingue, emerge una bella e particolare immagine di convivenza e collaborazione tra persone di tre luoghi diversi che parlano lingue diverse: greci, latini e siriani!

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