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Philoxenia e il Monaco Irinarchos di Cafarnao: un’occasione per rimediare al furto di oggetti sacri

Tratteremo 3 argomenti:

1.Accoglienza turistica

2.Il brutto incidente del Monaco Irinarchos

3.L’invito alla lezione sulla iconografia a Cafarnao per raccogliere fondi e contribuire alla perdita dovuta al furto nella chiesa.





Il concetto di Philoxenia in Greco – ospitalita’- e’ lo stesso dell’amore per lo straniero?


Questa domanda ci ricorda la domanda e il messaggio che troviamo nella Parabola del Buon Samaritano (Luca, 10) in cui il samaritano aiuta uno straniero. Questa compassione e’ un sentimento che si prova solo verso il proprio popolo,verso coloro che appartengono alla nostra comunita'?


La parabola del buon samaritano non è il primo testo ad insegnarci che la compassione non dovrebbe essere relativa e dipendente da qualcosa.

Antecedente e’ infatti la storia biblica di Abramo che accolse tre sconosciuti appena arrivati ​​da un luogo ignoto. Questa storia è il modello di ospitalità identificato con l'amicizia, l’accettazione e l’amore per gli estranei.

Torneremo in seguito a parlare di Abramo.





Philoxenia dal punto di vista linguistico


Innanzitutto diamo uno sguardo al significato della parola greca Philoxenia: accoglienza,ospitalita’ (anche perche’ cercando la parola in google vengono fuori numerosi nomi di alberghi).

"Philo" (φῐλο) in greco significa "amico", come vediamo nella parola filosofo (amico della saggezza), filologo (studioso,amante delle parole) e può essere usata come suffisso per indicare persone appassionate di qualcosa.

I bibliofili sono appassionati di letteratura e io stessa dico di essere una "grecofila", amante della cultura greca.

Ci sono nomi propri di persone che includono la parola “philo”:

"Philomenus" per uomo e "Philomena" per la donna. Gli appassionati di storia ricordano lo studioso ebreo del I secolo Filone di Alessandria noto in ebraico come "l’amico alessandrino".

Xenia (ξενῐ́ᾱ) è una parola greca che significa straniero.Questa parola assume connotazioni positive e negative come ad esempio, quando si tratta di "xenofobia" che significa paura dello straniero.

Conosco diverse donne greche chiamate "Xenia", in particolare sono suore che hanno scelto questo nome, straniera, perche’ l’ideale monastico e’ di non appartnere a questo mondo, esserne estraneo per appartenere alla sfera celeste del creatore.



Philoxenia come valore assoluto


Il valore della philoxenia,ospitalità, esiste sin dagli arbori della cultura greca e si esplicita gia’ nell'immagine del capo degli dei Zeus, come Zeus Xenios.

L'autore, Ovidio, racconta come Zeus ed Hermes (Giove e Mercurio)

scesero sulla terra travestiti da viaggiatori con sembianze umane (come descritto nel Nuovo Testamento: " Gli dèi sono scesi tra di noi in figura umana! " Atti 14:11) cercando ospitalita’ nelle case vicine.

Tutti gli negarono l’accoglienza, tranne Filemone e Bauci che li accolsero nella loro capanna costruita con canne e fango, li nutrirono a sazieta’ con cibo e vino. Ad un tratto si accorsero che la coppa di vino non si svuotava mai. Cosi la coppia capi’ che si trattava di divinita’ e sacrificarono per l’oro l’unica oca che avevano. Come ricompensa gli dei trasformarono la loro casa in un palazzo. Filemone e Bauci chiesero solo di poter essere sacerdoti del tempio di Zeus e di poter morire insieme. Furono accontentati e una volta prossimi alla morte, Zeus trasformò Filemone e Bauci in una quercia e un tiglio uniti per il tronco e posti all’ingresso del tempio cosi da poterne essere i custodi per l’eternita’.



Jacob Van Aust (sec XVII) Giove e Mercurio a casa di Filemone e Bauci

Il proseguo della storia mitologica rimanda in modo diretto alle storie bibliche:

La gente del paese fu annientata tranne la generosa coppia che sopravvisse e guardando indietro vide che la loro casa era stata trasformata in un palazzo. Vi ricorda una tempesta? Non vi viene in mente la distruzione di Sodoma? Sono certa di si.



L’ospitalita’ nelle Sacre Scritture


Effivamente le Sacre Scritture glorificano l’ospitalita’ e incoraggiano il genere umano a praticarla. Ci sono alcuni racconti nel Vecchio Testamento a riguardo che non mi piacciono (Yisca,il nome dell’autrice di questi testi, nella Bibbia e’ la sorella di Lot) per vari motivi. Ecco qui l’episodio scioccante che riguarda l’ospitalita’ di Lot nella Genesi:


I due angeli giunsero a Sodoma verso sera. Lot stava seduto alla porta di Sodoma; come li vide, si alzò per andare loro incontro, si prostrò con la faccia a terra, e disse: «Signori miei, vi prego, venite in casa del vostro servo, fermatevi questa notte, e lavatevi i piedi; poi domattina vi alzerete per tempo e continuerete il vostro cammino». Essi risposero: «No, passeremo la notte sulla piazza». Ma egli fece loro tanta premura, che andarono da lui ed entrarono in casa sua. Egli preparò per loro un rinfresco, fece cuocere dei pani senza lievito ed essi mangiarono. (Gen 19:1-3)


Nei versi che seguono, e’ facile cogliere la malvagita’ del popolo di Sodoma che pretende che gli ospiti vengano condotti da loro affinche’siano maltrattati. Lot a questo punto decide di difendere il “comandamento” dell’ospitalita’ a costo di sacrificare le sue figlie:

Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all'ombra del mio tetto. (Gen 19:8)


Fuggo velocemente da questo terribile episodio e rinuncio a leggere le interpretazioni di questa scena.


Mi sposto volentieri sul modello di ospitalita e accoglienza dello straniero comune alle tre religioni abramitiche, l’ospitalita’ di Abramo alle Querce di Mamre:


Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno.  Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra,  dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo.  Si vada a prendere un po' di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero.  Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero: «Fa' pure come hai detto». Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: «Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce». All'armento corse lui stesso, Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo.  Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro. Così, mentr'egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli mangiarono. (Gen 18:1-8)



* Ringrazio Yosi Rubenenko che mi ha concesso di utilizzare le immagini della sua ricerca.


Cosa non è stato scritto su questa storia? Sembra che ancor più di quanto Abramo amasse i suoi ospiti, i lettori della Bibbia adoravano la storia tanto da discuterne,interpretarla e dipingerla all’infinito.

Fanno eco a questa storia le Lettere del Nuovo Testamento dove troviamo le regole comportamentali per l’accoglienza:



“Non dimenticate l’ospitalita’;alcuni,praticandola senza saperlo,hanno accolto gli angeli.”

(Ebrei 13:2)

Nella Lettera ai Romani Paolo scrive:

“amatevi gli uni con gli altri con affetto fraterno...condividete le necessita’dei santi;siate premurosi nell’ospitalita’..

(Romani 12:10,13)



Chi sono gli ospiti che ha ospitato Abramo?



L’identita’ degli ospiti viene discussa dalla letteratura rabbinica: potrebbero essere persone, angeli, Dio?! Nel testo biblico inoltre c’e’qualche ambiguita’ che sembra suggerire che una delle “persone”era nota ad Abramo che si rivolgeva a lui chiamandolo: "mio signore":”vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui..corse loro incontro...e si prostro’ fino a terra dicendo: Mio Signore... (Gen 18:2-3) Mio signore e’ inteso in senso generale, cordiale o Mio signore nel senso di Dio? Se si tratta davvero di Dio allora si spiega il versetto in cui Abramo rimane a parlare con lui mentre gli altri due si avviano verso Sodoma: Quegli uomini partirono di la’ e andarono verso Sodoma,mentre Abramo stava ancora alla presenza del Signore. (Gen 18:22) I due si lasciarono quindi il terzo alle spalle,vale a dire Dio immerso nella conversazione con Abramo. Il testo prosegue con un cambio significativo perche’ da persone inizia a parlare di angeli: I due angeli arrivarono a Sodoma... (Gen 19,1) Capiamo dunque che queste tre figure che fecero visita ad Abramo erano sia Dio,sia gli angeli. La versione degli angeli la troviamo negli scritti di Giuseppe Flavio, nel Talmud e nella letteratura esegetica dei saggi : “corse loro incontro e si prostro’ fino a terra” Disse i loro nomi: Michele, Gabriele e Raffaele. (*Shimon Ben Lakish- Esegesi rabbinica della genesi scritta in forma omiletica V-VI sec ) *conosciuto come Reish Lakish studioso ebreo (amora) che "discuteva" o "ponderava" gli insegnamenti della Legge orale, dal 200 al 500 d.C L’identificazione di queste persone con gli angeli viene tramandata nei testi cristiani e nel Corano. Nei versi 69-74 della Sura 11 il Corano presenta gli ospiti di Abramo come angeli proprio perche’ si astenevano dal mangiare cibo: “Giunsero presso Abramo i Nostri angeli con la lieta novella. Dissero: Pace,rispose Pace!e non tardo’ a servir loro un vitello arrostito. Quando vide che le loro mani non lo avvicinavano,si insospetti’ ed ebbe paura di loro.” (Corano 11,69-70) Il Corano sintetizza molto ma e’ evidente che si ispira alla storia biblica. (Ringrazio il Prof. Meir Bar Asher)



La spiegazione cristiana riguardo ai tre ospiti


La Chiesa cristiana ha allargato ulteriormente il dibattito su quale possa essere la natura dei tre ospiti. Ci sono dunque testi, opinioni e diversi scritti attribuibili a diversi padri della Chiesa.

La prima interpretazione cristiana in merito e’ di Giustino Martire,

II secolo d.C. (lo abbiamo incontrato parlando delle figure sacre rappresentate nel mosaico sul Monte delle Beatitudini) come descritto nel suo libro -

"Dialogo con Trifone":




(Giustino-) Ho chiesto a Trifone: pensi che Dio sia davvero rivelato ad Abramo sotto la quercia di Mamre, cosi come racconta la Bibbia?

Trifone rispose: assolutamente sì.

(Giustino-) Ed era, dicevo, uno di quei tre, che lo Spirito Santo fece apparire ad Adamo come esseri umani?

E lui (Trifone rispose) no, Dio gli fu rivelato prima della rivelazione dei tre.

Dopo di che, di questi tre che la Bibbia chiama persone, due furono inviati a Sodoma che venne distrutta, e uno, quello che informò Sarah della buona notizia che avrebbe abbracciato un bambino ... scomparve.

In conclusione Trifone disse:

Ci hai dimostrato che abbiamo frainteso perche’ non ci era chiaro che i tre che sono giunti alla tenda di Abramo erano tutti angeli.

(Giustino Martire- Dialogo con Trifone)


Dal dialogo di cui sopra abbiamo imparato:


L'ebreo crede che Dio si sia rivelato ad Abramo, ma non possiamo sapere quale sia dei tre personaggi. Giustino da parte sua (leggendo l’intero dibattito), lo identifica nella figura del terzo uomo, chiamato mio Signore, Gesù.

Giustino sara’ seguito da altri studiosi e dobbiamo attendere il V-VII secolo perche’ venga scritta la prima interpretazione sulle tre persone come apparizione della Santissima Trinità: Gesù con il Padre e lo Spirito Santo.


Il dibattito cristiano è proseguito per diversi secoli e questo e’ un chiaro esempio dell'intensità e influenza reciproca tra cristiani ed ebrei nell’interpretazione della Bibbia.

Procopio di Gaza, del VI secolo d.C., riassume come segue:


"Alcuni si riferiscono alle tre persone come a tre angeli

E i presenti (ιουδαϊζοντες) comprendono che uno di loro è Dio

E gli altri due sono angeli.

Gli altri affermano che loro (i tre) sono chiamati "signori" come riferendosi ad un unico corpo,

Loro rappresentano la “Santissima Trinità ".

Tra le varie ricerche che confrontano i commenti ebraici e cristiani e indagano sull’identita’ degli ospiti di Abramo,raccomando la lettura di:

Abraham’s Angels: Jewish and Christian Exegesis of Genesis 18-19,

Da: The Exegetical Encounter between Jews and Christians in Late Antiquity 2009


E il dibattito continua…

Nel libro intitolato: "Chi ha pranzato con Abramo?"(di Asher Intrater - Ed. Perciballi) atto a spiegare la fede degli ebrei messianici, riferisce che Abramo cenò con Gesù. In sintesi, il capitolo che tratta dell'essenza degli ospiti di Abramo recita:


"Tu ed io siamo invitati all’ alleanza che Abramo aveva con lo stesso Dio-uomo che lui conosceva."



L’ospitalita’ di Dio nell’arte cristiana


L'ospitalità di Abramo era un argomento popolare tra i pittori. Il dipinto più famoso, probabilmente, è il lavoro di Andrei Rublev del XV secolo, diventata una opera esemplare per generazioni di pittori:

I tre angeli sono uniti tramite le ali attorno a un tavolo che sembra un altare, con su la coppa di vino del sacrificio per il rito della Messa. Questo dipinto è stato copiato migliaia di volte. Ne troverete una versione nella maggior parte delle chiese ortodosse per il semplice motivo che l’interpretazione e’ rivelata all’interno della scena:

gli ospiti sono il Padre Figlio e lo Spirito Santo in un'unica essenza. Spesso troviamo, sopra le teste degli angeli: l’incisione sull’icona"Santa Trinità"




Il cristianesimo ha visto in questa storia,per la prima volta nella storia dell’umanita’, la possibilita’di vedere la divinità in sembianze umane attraverso l’esperienza dell'ospitalità.

Coloro che non hanno valori e principi non avranno la possibilita’ di ospitare Dio, e per dirla col cristianesimo non accoglieranno la Santissima Trinità, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.


Nel mondo monastico, il monaco ebbe la possibilita’ di scegliere e agire come Abramo. L'abbazia, come la tenda di Abramo, offriva cibo e riparo ai viandanti.Philoxenia diventa quindi sinonimo di accoglienza nei monasteri ovunque essi si trovino.


Irinarchos e l’ospitalita’ (philoxenia) a Cafarnao


Non sono molte le chiese con cupole rossastre sullo sfondo azzurro del Mare di Galilea ... La sola ed unica per noi e’ la Chiesa ortodossa di Cafarnao, dedicata agli Apostoli. La trovate nella maggior parte degli album fotografici paesaggistici di Israele, ma la sua bellezza non è solo esterna ...


*Ringrazio Yosi Rubenenko che mi ha concesso di utilizzare le immagini della sua ricerca.

La Chiesa ortodossa acquisto’l’appezzamento di terreno delle dimensioni di 12 ettari qualche anno dopo che i Francescani acquisirono la loro proprieta’ che comprende oltre alle rovine della casa di Pietro anche la Sinagoga antica di Cafarnao

* Foto di archivio del 1900, ringrazio Moshe Hananel per il suo prezioso aiuto nel recupero.


I Francescani hanno effettuato scavi archeologici e costruito un monastero,mentre gli Ortodossi hanno costruito prima la chiesa e poi fatto gli scavi.In senso metaforico parafrasiamo

“l’invidia verso coloro che sanno genera piu’ saggezza” cosi: "La gelosia verso testimonianze (archeologiche) genera chiese" ...


Alla fine tutti ne hanno tratto profitto: a Cafarnao ci sono due chiese da visitare, ci sono due giardini lussureggianti, un reperto archeologico che fa luce su secoli di storia e due gloriose tradizioni del mondo cristiano. Questa volta soffermeremo su Cafarnao ortodossa, per diverse ragioni e per un motivo importante che scoprirete tra poco.

Damiano I, il Patriarca di Gerusalemme tra il 1897 e il 1931, fondò a Cafarnao la chiesa e un complesso dove trascorrere l’inverno.



*Le foto di archivio (Hana Ribkin)le ho avute grazie alla generosita’ di Moshe Hananel che ringrazio.

Dopo il 1948, il complesso era completamente abbandonato perche’ si trovava vicino al confine e nella terra di nessuno. Il suo restauro negli anni '70 ha offerto anche la possibilita’ di indagini archeologiche: nel 1978 l’archeologo greco Dr. Vasilius Tsafiris ha scavato l'area settentrionale di Cafarnao (Vasilius era membro del Seminario greco-ortodosso di Gerusalemme, scelse in primis la vita monastico ma dopo alcuni anni cambio’ strada e si sposò). Gli scavi archeologici dimostrano che l'antico insediamento di Cafarnao era abitatao durante il periodo arabo e fu abbandonato solo nel sec. XI d.C.


A dicembre 1991 arriva a Cafarnao un monaco proveniente dalla Macedonia greca, legato profondamente al Santo Sepolcro di Gerusalemme e alla Galilea. Il suo nome e’ Irinarchos.


I madre lingua ebraici hanno delle difficolta’,per ragioni non ben conosciute, col significato del suo nome: il discepolo della pace. Irenei in greco “pace”e Archos “discepolo”. Lui e’ davvero un uomo pacifico. E soprattutto umile: durante gli anni in cui e’ stato membro del Patriarcato a Gerusalemme,non ha mai pensato a fare carriera. Troverete il suo nome, forse in qualche documento,in fondo alla lista.




E nel frattempo gli anni sono passati e cosi’ a Dicembre 2021 festeggera’ i 30 anni come Igumeno (capo del monastero).Dovra’ essere una festa grande: con le sue mani ha creato un paradiso terrestre. Non Dio ha creato il giardino per l’uomo. Un uomo solo ha creato il giardino per Dio.


Gli occhi sono insaziabili:alberi ornamentali e da frutto, vigne e angoli per sedersi



E al centro,la chiesa che glorifica l’arte iconografica bizantina.



Il monaco Irinarchos riceve i pellegrini dal 1991, con il sorriso e con amore. L'ingresso e' gratuito e non ci sono distinzioni a seconda della religione di appartenenza.Come Abramo, accoglie gli “ospiti stranieri”da qualsiasi luogo essi provengano senza fare alcuna selezione.


L’ospitalita’ di Irinarchos e’nota a molti:

numerosi ospiti visitano il giardino,entrano in chiesa,passeggiano lungo la spiaggia. In quale luogo cosi curato lungo il lago Tiberiade, e’ possibile entrare senza pagare?Sono convinta che tutti quelli che hanno visitato questo posto abbiano pensato di essere arrivati in paradiso senza fare fatica.

Ed e’ giunto il momento di ripagare per questa ospitalita che dura gia’da tre decenni.

L’incidente


All’inizio del periodo del Corona virus, Irinarchos, come ogni anno, si e’ recato al Monastero ortodosso della Trasfigurazione che si trova sul Monte Tabor per aiutare un monaco suo amico. Riparazioni, ristrutturazioni, non so esattamente cosa, Irinarchos e’ precipitato da una impalcatura alta 4 mt atterrando direttamente sul suo cranio.

Prima di perdere conoscenza, si e’ reso conto che la sua anima usciva dal corpo e lui si guardava dal di fuori. Amit, un collega che era con me mentre Irinarchos mi raccontava dell’incidente, ricorda queste parole:


“Mentre precipitavo da 4 metri di altezza,vedevo il mio corpo disteso sul pavimento e la mia anima che volava in cielo. Lassu’ ho incontrato gli angeli che mi hanno detto:

Caro Irinarchos, da tutta la vita vivi in un paradiso che tu stesso hai creato e curi, anche se le opere realizzate con le tue mani sono benvenute,il tuo posto non e’ ancora tra noi. Torna nel tuo paradiso terrestre e continua a goderne. E cosi il mio corpo si e’ rimepito di nuovo della mia anima e sono tornato sul Mare di Galilea,luogo da me molto amato.”



Pensieri e visioni si sono succeduti in un attimo durante la caduta. L’ambulanza che lo ha soccorso lo ha portato immediatamente all’ospedale piu’ vicino a Nazareth e da li a Rambam, ad Haifa dove si sarebbero potuti occupare delle gravi lesioni riportate. Dopo un ricovero di tre settimane,nonostante gli avessero consigliato di rimanere per una ulteriore settimana, Irinarchos ha insistito per tornare nella sua casa a Cafarnao dove il suo anziano padre si sarebbe preso cura di lui.


Tornato a Cafarnao subi’ un altro colpo:

durante il suo ricovero in ospedale, dei ladri entrarono in chiesa rompendo la finestra e rubando tutto cio’che era prezioso. Hanno rubato perfino il Tabernacolo! ( prestigioso contenitore in cui è conservata l’ostia consacrata, elemento obbligatorio in ogni Chiesa consacrata).

Ho visto Irinarchos dopo il suo ricovero. Cammina piu’ lentamente, soffre di tutte quelle cose che derivano da una caduta da 4 metri di altezza.



Quando le guide turistiche israeliane sono venute a sapere dell’incidente, si sono organizzate per restituire al monaco calore e rispetto in onore della sua ospitalita’ ormai trentennale.

In occasione della festa della sua Chiesa (La festa degli Apostoli del mese di luglio), centinaia di guide hanno raccolto fondi che piu’ di 5000 euro che serviranno ad acquistare un nuovo tabernacolo o a pagare un aiutante per coltivare il suo giardino paradisiaco.

Il concetto fondamentale rimane questo messaggio: "Tu sei stato Philoxenia in persona, e questa volta vogliamo essere noi gli angeli che si prenderanno cura di te".


Ecco le foto e il video di Irinarchos che riceve il regalo






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